A free market for lemons and cherries.

La information economics è quella parte della microeconomia che si preoccupa di studiare come la distribuzione dell’informazione influisca sull’economia. Un suo aspetto essenziale, che è stato esplorato da svariate prospettive, è quello legato all’effetto specifico della presenza di asimmetrie informative nel mercato.
Questo fenomeno e le sue potenziali conseguenze come la selezione avversa e l’azzardo morale sono tra gli argomenti che più spesso vengono usati per giustificare e dimostrare la necessità di un intervento pubblico in economia.

Von Hayek

Uno dei primi contributi a questa disciplina, quello che suole dirsi un seminal paper, viene, peraltro, nel 1945, dalla penna di Friedrich Von Hayek su “The American Economic Review”. La ricezione di “The Use of Knowledge in Society”, questo il titolo del contributo di Hayek, fu, all’epoca, molto fredda.
Nonostante ciò, col passare dei decenni, il suo influsso e i concetti da esso espressi hanno spinto la stessa “The American Economic Review” a inserirlo tra i 20 articoli più importanti pubblicati dalla rivista nei suoi primi 100 anni.
Secondo Hayek, il sistema dei prezzi di mercato è il mezzo che si è evoluto per compensare le asimmetrie informative stesse e che consente di armonizzare gli scambi portando a una conoscenza diffusa, veicolata dal prezzo stesso di un bene, dell’indice di scarsità di un bene. In altri termini, e nel contesto del dibattito sulla pianificazione dell’economia che ha portato Hayek a scrivere le pagine di cui si parla, il sistema dei prezzi è proprio il sistema di pianificazione diffusa che consente di adeguare la produzione dei beni alla domanda che per essi si genera, garantendo la veicolazione dell’informazione necessaria.
Nelle parole di Hayek stesso:” We must look at the price system as such a mechanism for communicating information if we want to understand its real function—a function which, of course, it fulfils less perfectly as prices grow more rigid. (Even when quoted prices have become quite rigid, however, the forces which would operate through changes in price still operate to a considerable extent through changes in the other terms of the contract.) The most significant fact about this system is the economy of knowledge with which it operates, or how little the individual participants need to know in order to be able to take the right action. In abbreviated form, by a kind of symbol, only the most essential information is passed on and passed on only to those concerned. It is more than a metaphor to describe the price system as a kind of machinery for registering change, or a system of telecommunications which enables individual producers to watch merely the movement of a few pointers, as an engineer might watch the hands of a few dials, in order to adjust their activities to changes of which they may never know more than is reflected in the price movement. … The marvel is that in a case like that of a scarcity of one raw material, without an order being issued, without more than perhaps a handful of people knowing the cause, tens of thousands of people whose identity could not be ascertained by months of investigation, are made to use the material or its products more sparingly; i.e., they move in the right direction. This is enough of a marvel even if, in a constantly changing world, not all will hit it off so perfectly that their profit rates will always be maintained at the same constant or “normal” level.”
Un passaggio illuminante è quello in cui, citando Alfred Whitehead, Hayek osserva che proprio l’uso di questo sistema ci permette di compiere in modo semplice, inconsapevolmente, valutazioni che, eseguite, invece, in modo ponderato e consapevole, costerebbero uno sforzo immane per raccogliere e interpretare le informazioni necessarie.

George Akerlof

Un secondo articolo, di segno profondamente diverso e di fondamentale importanza, in questo ambito, è stato prodotto da un secondo premio Nobel per l’economia, George Akerlof. Così come per l’articolo di Hayek, anche il contributo di Akerlof, il cui titolo, “The market for “lemons”: quality uncertainty and the market mechanism”, parafrasiamo in quello di questo post, ha ricevuto una accoglienza inizialmente difficile ( ben 3 prestigiose riviste lo hanno rifiutato –The American Economic Review e the Review of Economic Studies lo rigettarono per il suo contenuto “banale”, mentre il Journal of Political Economy lo rigettò considerando errate le tesi sostenute). Gergalmente, negli Stati Uniti, per “lemons” e “cherries” si intendono le auto usate di scarso (lemons) e notevole (cherries) pregio. Akerlof, facendo uso dell’esempio del mercato delle auto usate, cerca di dimostrare che le asimmetrie informative nel mercato, in una prospettiva differente da ciò che Hayek sosteneva, creino un fenomeno noto come “adverse selection”, comportando una profonda inefficienza del mercato e creando le condizioni perché il mercato stesso, per il bene in questione, scompaia, nel caso peggiore, o sia, comunque, caratterizzato da profonde inefficienze. Anche in questo caso vale la pena riportare direttamente le parole di Akerlof per evidenziare un passaggio fondamentale del suo ragionamento :“There are many markets in which buyers use some market statistic to judge the quality of prospective purchases. In this case there is incentive for sellers to market poor quality merchandise, since the returns for good quality accrue mainly to the entire group whose statistic is affected rather than to the individual seller. As a result there tends to be a reduction in the average quality of goods and also in the size of the market. It should also be perceived that in these markets social and private returns differ, and therefore, in some cases, governmental intervention may increase the welfare of all parties. Or private institutions may arise to take advantage of the potential increases in welfare which can accrue to all parties. By nature, however, these institutions are nonatomistic, and therefore concentrations of power -with ill consequences of their own -can develop.” . In maniera quasi incidentale Akerlof sottolinea anche che tali inefficienze possono essere valutate quali costo da addebitare all’esistenza di venditori disonesti, la cui presenza spingerebbe fuori dal mercato i venditori onesti:“The Lemons model can be used to make some comments on the costs of dishonesty. Consider a market in which goods are sold honestly or dishonestly; quality may be represented, or it may be misrepresented. The purchaser’s problem, of course, is to identify quality. The presence of people in the market who are willing to offer inferior goods tends to drive the market out of existence -as in the case of our automobile “lemons”. It is this possibility that represents the major costs of dishonesty -for dishonest dealings tend to drive honest dealings out of the market. There may be potential buyers of good quality products and there may be potential sellers of such products in the appropriate price range; however, the presence of people who wish to pawn bad wares as good wares tends to drive out the legitimate business. The cost of dishonesty, therefore, lies not only in the amount by which the purchaser is cheated; the cost also must include the loss incurred from driving legitimate business out of existence.” Sebbene lo stesso Akerlof evidenzi come gli attori presenti nel libero mercato, siano essi acquirenti o venditori, agiscano in modo da contrastare questo tipo di selezione avversa – gli acquirenti possono chiedere consulenze da parte di esperti, i venditori onesti possono adottare strategie di marketing che offrano ai potenziali acquirenti una sensazione di maggiore affidabilità, tramite garanzie e branding, ad esempio – questo articolo è stato un testo fondamentale per favorire l’intervento statale nell’economia.
Il suo influsso è stato tale che le leggi promulgate con l’esplicito intento di “proteggere” e “favorire” i consumatori negli Stati Uniti vengono comunemente chiamate “Lemons Law”.
Nel modello di Akerlof, però, alcune condizioni sono date esplicitamente e, se raffrontate con la visione proposta da Hayek, si può evidenziare come esse non diano pienamente conto della funzione di veicolo d’informazione che il sistema di prezzi svolge. Per Akerlof “One can assume that the demand for used automobiles depends most strongly upon two variables -the price of the automobile p and the average quality of used cars traded, u, or Qd = D(u, p). Both the supply of used cars and also the average quality u will depend upon the price, or u= u(p) and S= S(p). And in equilibrium the supply must equal the demand for the given average quality, or S(p) =D(p, u(p)). As the price falls, normally the quality will also fall. And it is quite possible that no goods will be traded at any price level.”
Il prezzo però, ex post, potrà essere utilizzato per valutare l’appropriatezza delle decisioni prese e condizionerà l’acquirente, che tenderà a rivolgersi a quei rivenditori che avranno offerto cherries piuttosto che lemons. In termini statistici se, inizialmente, rivolgendoci a un rivenditore qualunque abbiamo una probabilità x di ottenere un lemon e (1-x) di ottenere una cherrie e se riteniamo, bayesianamente, che sia incrementalmente più probabile ottenere un’auto di scarsa qualità da un rivenditore che ci ha già deluso e, viceversa, che sia più probabile ottenere auto di qualità migliore da chi ci ha già precedentemente soddisfatto, l’effetto sarà di adeguare il prezzo alla reale qualità media delle automobili. D’altro canto, il mercato delle auto usate esiste.

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