L’origine dello stato (5)

What is called collective memory is not a remembering but a stipulating; that this is important, and this is the story about how it happened, with the pictures that lock the story in our minds. Ideologies create substantiating archives of images, representative images, which encapsulate common ideas of significance and trigger predictable thoughts, feelings.
Susan Sontag


Le ipotesi fin qui considerate sono accomunate da due assunti fondamentali: esiste una forma di stato arcaico univoca a cui tutte le grandi civiltà sono approdate dopo un’evoluzione comune, e questa evoluzione è innescata da una serie di cause singole, per quanto complesse.

evolutionary table

Una delle categorie più controverse tra quelle utilizzate per descrivere questo percorso evolutivo è quella di chiefdom, e rappresenta nella costruzione di queste ipotesi il passo più complesso da interpretare e da documentare.
Nelle parole di Kent Flannery :“One of the thorniest problems in cultural evolution is the origins of hereditary inequality – the leap to a stage where lineages are “ranked” with regard to each other, and men from birth are of “chiefly” or “commoner” descent, regardless of their own individual capabilities.”[1]. La ricerca di delle cause prime che possano portare a questo tipo di evoluzione all’interno dei gruppi umani ha portato, come abbiamo già avuto modo di esporre a individuare alcuni fattori come potenziali “prime movers”:

  • l’irrigazione dei terreni agricoli ( Wittfogel)

  • la guerra e i conflitti tra differenti comunità( Carneiro)
  • l’incremento demografico

  • la necessità di gestire e organizzare il commercio di generi di lusso o di origine remota

  • le comuni forme di vita religiosa

    Henry T. Wright[2] evidenzia come a ciascuna di queste cause concrete può essere associata, su un piano più astratto, una conflittualità tra gruppi sociali o la necessità, generica, di gestire i processi produttivi da parte di una classe dominante emergente e ipotizza che la risposta a questi stimoli concorrenti sia stata la creazione di estesi chiefdom, la cui evoluzione, in seguito, ha dato origine alle forme più primitive di stato.
    Una teoria “sintetica” di questo tipo, basata sull’assunto che siano causalità multiple interagenti a portare alla crescita della complessità sociale, è stata proposta da Adams[3].
    flowcharts
    Flannery, nel discutere questo approccio, si sofferma nella descrizione di quelli che considera come i due processi che agiscono sulla società per plasmarla: la tendenza del sistema a differenziarsi in più sottosistemi specializzati ( processo di “segregazione”) e quella, concorrente, a centralizzare le capacità decisionali sui livelli più alti della stratificazione dei sottosistemi ( processo di “centralizzazione”).
    Questi processi, di natura astratta e generale, vengono associati a meccanismi attuativi altrettanto astratti e generali.
    Per Flannery questi meccanismi si risolvono, esclusivamente, in due tipologie: l’assunzione, da parte di un’istituzione, di un ruolo gerarchico più elevato rispetto a quello precedentemente occupato ( meccanismo di “promozione”) e l’assunzione, sempre da parte di un’istituzione, di una funzione precedentemente detenuta da una differente istituzione gerarchicamente inferiore ( meccanismo di “linearizzazione”).
    Secondo Flannery:“An explanation of the rise of the state then centers on the ways in which the processes of increasing segregation and centralization take place. This explanation also requires that we distinguish carefully between 1. such processes, 2. the mechanisms by which they take place, and 3. the socio-environmental stresses which select for those mechanisms. I suggest that the mechanisms and processes are universal, not merely in human society but in the evolution of complex systems in general. The socio-environmental stresses are not necessarily universal, but may be specific to particular regions and societies. It is in this latter category that I place the “prime movers” already discussed, and this categorization helps explain why, although important, they cannot be shown to operate everywhere in the world.”.
    Per Flannery, quindi, quegli stimoli ambientali che Carneiro, Wittfogel e altri cercavano di individuare come moventi universali per la nascita dei chiefdom, prima, e delle forme statali arcaiche, poi, possono essere posti in secondo piano se raffrontati ai processi sistemici e astratti che agiscono sulle comunità umane.
    In questo modo, l’attenzione dello studioso si sposta dall’analisi di elementi contingenti, che possono variare da epoca a epoca e da regione a regione, per incentrarsi sulla ricerca di invarianti sistemici che possano permettere di produrre un quadro interpretativo astratto e coerente dell’intero processo evolutivo della società.
    Flannery, in questo sforzo interpretativo, aggiunge ai già citati processi (segregazione e centralizzazione) e meccanismi (promozione e linearizzazione) anche tre fenomeni patologici, la cui esistenza permette di rendere conto dei fenomeni dissolutivi delle forme statali via via evolutesi nella storia.
    I fenomeni patologici in questione sono: la sistematica assunzione di preminenza di un sottosistema rispetto allo scopo per cui era stato inizialmente concepito (“usurpazione”), il continuo arrogarsi i compiti di un sottosistema di rango inferiore da parte di un altro di rango superiore (“ingerenza”) e, infine, l’iperintegrazione del sistema, che avviene col crearsi di un’eccessivo numero di interdipendenze tra sottosistemi di ogni livello.
    Sulla base di questo schema formale Flannery azzarda l’abbozzo di un modello generativo dello stato attraverso cui l’azione degli stress ambientali e di quelli endogeni ( sotto forma di patologie sistemiche) può essere correlata alla genesi di istituzioni sempre più stratificate e differenziate e alla progressiva centralizzazione e accorpamento dei centri decisionali. (segue)
    NOTE:
    1. The Cultural Evolution of Civilizations,Kent V. Flannery,Annual Review of Ecology and Systematics, Vol. 3. (1972), pp. 399-426.
    2.Wright, Henry T. 1984 Prestate political formations.In On the evolution of complex societies:essays in honor of Harry Hoijer 1982, ed. by T. Earle, pp. 41-77.Malibu:Undena Publications.
    3. Adams, R. Mc. 1966. The Evolution of Urban Society. Chicago: Aldine

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