L’origine dello stato (3)

“Πόλεμος πάντων μὲν πατήρ ἐστι, πάντων δὲ βασιλεύς, καὶ τοὺς μὲν θεοὺς ἔδειξε τοὺς δὲ ἀνθρώπους, τοὺς μὲν δούλους ἐποίησε τοὺς δὲ ἐλευθέρους.”

Le teorie di questo tipo riposano, possiamo dire, su due assunti: le piccole comunità rinuncerebbero volontariamente a quote di sovranità sempre crescenti e il loro egualitarismo interno si spezzerebbe in seguito all’emergere della divisione e specializzazione del lavoro.
Il retroterra teorico di questa idea può essere ricercato nell’opera di Durkheim [1], che vede proprio nell’emergere della divisione del lavoro e nella conseguente crescita della complessità sociale il tratto distintivo delle società avanzate.
Non si spiega, però, cosa porti a questa rinuncia da cui poi scaturirebbe la genesi dello stato.
Per citare Cervantes: “La libertad, Sancho, es uno de los más preciosos dones que a los hombres dieron los cielos; con ella no pueden igualarse los tesoros que encierran la tierra y el mar: por la libertad, así como por la honra, se puede y debe aventurar la vida.”.
Proprio per questa carenza esplicativa ( cosa spingerebbe le piccole comunità a rinunciare a un bene così prezioso come la libertà e l’autonomia?), a queste teorie “volontaristiche”, si contrappongono quelle, ben supportate dall’archeologia, che vedono nella violenza e nella guerra il meccanismo di accentramento del potere e di genesi delle forme di governo più complesse.
La moderna teorizzazione di una genesi conflittuale delle istituzioni sociali può essere fatta risalire in primis al pensiero di Herbert Spencer, che concepisce una evoluzione delle forme sociali da un primo stadio fortemente gerarchizzato e militarizzato via via verso la moderna società industriale, fondata su obbligazioni sociali mutue contratte su base volontaria.Alle posizioni di Spencer fanno eco, nel continente le posizioni di Ludwig Gumplowicz, Gustav Ratzenhofer,e di Franz Oppenheimer.
In particolare, quest’ultimo, in contrapposizione al costrutto teorico del contratto sociale, esplicitamente sostiene l’idea che lo stato possa sorgere solo per effetto della sottomissione di alcuni a vantaggio di altri.
“The State, completely in its genesis, essentially and almost completely during the first stages of its existence, is a social institution, forced by a victorious group of men on a defeated group, with the sole purpose of regulating the dominion of the victorious group over the vanquished, and securing itself against revolt from within and attacks from abroad. Teleologically, this dominion had no other purpose than the economic exploitation of the vanquished by the victors.” (Oppenheimer, The state,New York 1975)
Esemplare, in questa prospettiva può essere la visione prospettica del processo che ha portato alla nascita dell’Egitto faraonico [2].

Narmer Palette

recto e verso della palette di Narmer


Le rappresentazioni della Narmer Palette, e il graffito che rappresenta la sottomissione di un capo rivale da parte del faraone protodinastico Scorpion I lasciano solo intravvedere il lento processo di espansione del potere di quei capi locali che nell’arco di numerose generazioni porterà alla nascita della civiltà e dello stato egizio. E’ vero che, in altre rappresentazioni, come la decorazione della Scorpion Macehead, sono raffigurati atti pacifici e riconducibili proprio alla creazione di quelle infrastrutture idriche che tanta importanza hanno nella tesi del Wittfogel, ma è altrettanto vero che tutta l’ideologia faraonica si incentrava sulla funzione di garante dell’ordine cosmico del monarca e l’immagine del faraone trionfante sui “nove archi”, sul nemico che minaccia militarmente l’integrità e la pace che regna all’interno dei domini faraonici, concordano maggiormente con la visione coercitiva e militare della genesi dello stato sostenuta da Oppenheimer.
Carneiro, nella sua analisi, evidenzia, però, che, sebbene la guerra e la violenza possano essere state un fattore predominante nella genesi di strutture e istituzioni sociali complesse, non è possibile attribuirgli il ruolo di fattore unico, anche perché non sarebbe difficile osservare che, con le parole di Carneiro stesso:“after all, wars have been fought in many parts of the world where the state never emerged. Thus, while warfare may be a necessary condition for the rise of the state, it is not a sufficient one.”.
Si devono, perciò, identificare quali fattori addizionali hanno fatto sì che il conflitto tra diverse comunità, nei contesti opportuni, abbiano portato al sorgere delle prime civiltà urbane e delle prime forme di governo centralizzato. (segue)

NOTE:

1. Émile Durkheim,De la division du travail social : étude sur l’organisation des sociétés supérieures (1893)
2 Toby A.H. Wilkinson,Early Dynastic Egypt, 2001. David Wengrow,The Archaeology of Early Egypt: Social Transformations in North-East Africa, c.10,000 to 2,650 BC,2006.

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Una risposta a L’origine dello stato (3)

  1. Fabristol ha detto:

    Ottimo! non vedo l’ora di leggere le altre parti. 😉

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